Alla scoperta delle Cascate delle Marmore

L’Italia è un Paese mozzafiato per le sue bellezze artistiche e naturali. Vi propongo altre immagini delle Marmore, meta dei viaggi del Gran Tour dei letterati europei del ‘700 e ‘800. Dopo quelle di ieri vi propongo anche queste nuove immagini. Non sono belle le foto ma il nostro Paese, cenerentola europea ma fucina di cultura e arte. Dobbiamo amarlo a prescindere dalla politica e dalle schifezze economiche e sociali. E’ nostro patrimonio, fonte di ispirazione ma anche di ricchezza economica. Basta volerlo.

 

Agenzia Internews edizione del 15 novembre

Catania: la città dell’Etna punta sulla cultura
Profuma di storia del Mediterraneo, quella dell’uomo che muove i primi passi nel cammino della civiltà la città di Catania, incastonata tra il fumante vulcano Etna e il mare degli antichi miti, quelli del ciclope Polifemo e dell’intrepido Ulisse. «Pur senza risorse, andiamo avanti per la valorizzazione del suo patrimonio storico e culturale», spiega Orazio Licandro, assessore alla Bellezza, «Catania è l’unica città, dopo Roma, senza soluzione di continuità dalla preistoria a oggi». E già! Nelle grotte di scorrimento lavico, a Canalicchio, zona cittadina aggrappata alle falde del vulcano, gli uomini della Preistoria hanno lasciato tracce della loro civiltà, così come le hanno lasciate i greci, romani, vandali, bizantini, arabi, normanni, aragonesi fino ad arrivare ai Borboni. La città è come un libro di storia aperto sul cammino dell’uomo verso la civiltà. All’ombra dell’Etna, nel VI sec. a.C., ad opera del legislatore Caronda, nacquero le prime leggi in difesa delle donne e dei bambini.
Catania è terra di cultura e arte. Vi nacquero il musicista Vincenzo Bellini, lo scrittore Giovanni Verga, Ercole Patti, Vitaliano Brancati, anche loro scrittori, ma l’elenco è lungo.
Catania continua ad essere fucina di cultura alimentata soprattutto da giovani. L’amministrazione comunale risponde aprendo nuovi spazi. Così il Castello Ursino, maestosa opera del XIII secolo voluta da Federico II di Svevia, è diventato incubatoio culturale a tutto campo. «Abbiamo recuperato questa grande struttura, aprendola alle iniziative culturali», prosegue l’assessore Orazio Licandro, « attualmente è in corso la mostra su Chagall. Sta riscuotendo grande successo, l’affluenza è superiore a ogni aspettativa». E prosegue: «Non ci fermiamo, vogliamo fare di questa città il fiore all’occhiello della cultura: puntiamo alla valorizzazione delle case del musicista Vincenzo Bellini e Giovanni Verga. Intanto è già attivo l’antico ”camminamento” di San Nicola, splendido complesso barocco (n.d.r.: chiesa e monastero, scenario de ‘I Vicerè’ di Federico De Roberto) con l’antica biblioteca ”Ursino Recupero”, recuperata dopo una petizione popolare».
Catania, dunque, è pronta a svolgere l’importante ruolo di città della Cultura, con questa che si fonde alla chilometrica costa rocciosa, alla lunga spiaggia sabbiosa, all’Etna innevata con i campi di sci e gli itinerari alla scoperta di meraviglie della natura che la rendono particolare, anzi unica, nel paesaggio europeo e mediterraneo.
Salvatore Spoto

Strage di Parigi: le reazioni nel mondo della cultura

Il mondo dell’arte e dello spettacolo si mobilita contro la violenza della strage del fanatismo islamico. “Voglio rassicurare tutti coloro che mi stanno chiedendo se sono a Parigi – scrive su Facebook Roberto Ferrucci, scrittore -. No, sono rientrato qualche giorno fa, ma confesso che in nessun momento ho pensato “per fortuna”. Al contrario vorrei essere lì, accanto ai miei cari amici parigini”. Per Natalino Balasso (scrittore e attore) “l’orrore di Parigi fa parte della modalità di pensiero contemporanea” e induce a un esame di coscienza: “Non esiste servizio segreto in grado di prevenire il veleno che una nazione ha nel suo stesso corpo, illudersi che le nazioni siano scatole chiuse è fatale”. Per Mirko Artuso (regista e attore) i fatti di Parigi raccontano “la mancanza di identità, la confusione tra fede e religione, tra credo e appartenenza. Quando non troviamo risposte in noi (quando il nostro io non basta più) puntiamo il dito sugli altri”.

Massimo Carlotto (scrittore) retwitta un messaggio del regista Ferzan Ozpetek riferito ai terroristi: “Se sono entrati in Turchia sono ovunque”. Il poeta Lello Voce non usa giri di parole: “Siamo in guerra. Una guerra che nessuna delle vittime innocenti di Parigi aveva mai dichiarato, desiderato, immaginato. Una guerra che, come tutte le guerre, colpirà solo gli ultimi, gli ultimi di tutti, sotto qualsiasi bandiera gli sia toccato in sorte vivere. Una guerra inutile, come ogni guerra, ma diversa da tutte le guerre che abbiamo visto sinora”. Infine, la musica: per i Sonhora “nessuno dovrebbe avere il diritto di togliere la libertà di vivere, l’odio offusca la nostra coscienza ormai persa”, mentre Donatella Rettore esprime “lutto e cordoglio per i fratelli francesi, senza dimenticare che siamo tutti sotto tiro! Ora è il momento del silenzio e dell’unione”.
Iniziativa dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia

Polemiche, e non solo, per il titolo ”Bastardi islamici’’ pubblicato nell’edizione del 14 novembre scorso del quotidiano ”Libero”. Una nota dell’agenzia Ansa spiega: ”Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Gabriele Dossena, lo ha segnalato al Consiglio di disciplina territoriale (organo di controllo sulla correttezza dei giornalisti) perchè ”faccia un’approfondita valutazione del caso e per verificare se ci siano state o no violazioni delle carte deontologiche della professione giornalistica”.

HALLOWEN E LE ANTICHE (E DOLCI) ANTHESTERIE IN SICILIA

È tempo di Halloween, festività anglosassone che ricorda i morti, ma nell’estremo lembo d’Italia, in Sicilia, i defunti si festeggiano come al tempo delle antiche “Anthesterie”, feste dell’antico mondo greco in memoria dei Defunti. I dolci hanno una parte importante, ma anche carica di storia. Questa antichissima ritualità si sta affermando anche a Roma. Tanta gente va a comprare, per esempio, ”cassatelle” e ”cannoli” nella pasticceria siciliana ”’nto zu Turi” nella zona marina di Roma. A proposito come sono nati questi dolci? C’è la testimonianza di Cicerone quando le donne di Catania protestarono per le malefatte di Verre che si era impossessato di una statua d’oro raffigurante la dea Basilissa, così chiamavano la dea Persefone, signora dell’oltretomba,  venerata in un tempio dove gli uomini non potevano entrare. Riferirono a Cicerone che loro veneravano la dea, discinte, pronunciando frasi salaci, e impastando farina e miele per creare dolci a forma di organi sessuali maschili e femminili. Offrivano, poi, questi dolci ai giovani e alle ragazze in procinto di sposarsi affinché il matrimonio fosse allietato dalla nascita di numerosi figli. La ricotta dolce e la frutta candita furono aggiunte dagli arabi e i dolci rituali finirono per perdere segretezza e si diffusero sull’intera Sicilia.

Agenzia Internews n.18 Edizione del 15 ottobre

Genius Loci: un tributo agli uomini di Trivero

Zegna celebra il paese di Trivero con la mostra “Genius Loci, luoghi e identità tra Lanificio e Oasi Zegna. Foto di Giovanni Caccamo”.
La sede della mostra è Casa Zegna.
Obiettivo di questa mostra è testimoniare fotograficamente Trivero, paese in cui è nata la Ermenegildo Zegna, uno dei brand più noti di moda e sartoria maschile.
A Trivero ha inoltre sede il lanificio storico di Zegna.
La mostra è pensata come un esperimento dinamico.
Infatti tutti i visitatori e turisti possono partecipare diventando parte integrante del progetto.
Basta avere instagram e postare le proprie immagini con il tag #luoghieidentita purchè ci sia un diretto riferimento ai luoghi familiari.
Ovviamente anche se non si è nati a Biella.
Se non avete instagram basta inviare le immagini ad archivio.fondazione@zegna.com.
Il risultato sarà la creazione di un grande muro di immagini in costante trasformazione e aggiornamento.
Al termine della mostra il muro diventerà un contenuto digitale fruibile in rete attraverso i canali ufficiali della Fondazione Zegna.
La mostra, opera come si diceva di Giovanni Caccamo è composta da 36 foto in bianco e nero divise in quattro pareti (l’operosità al lavoro, il paesaggio plasmato dall’uomo, il vostro sguardo, i mestieri della montagna) che hanno come elemento predominante l’ acqua.
L’acqua è il fil rouge dell’operosità perchè senza di essa la filiera a km 0 di Zegna non sarebbe partita.
Oggi l’azienda è una realtà globale ma una volta tutto il necessario, acqua, bestiame, cibo era contenuto, generato e protetto dalla montagna e dai suoi abitanti.
Una occasione in più per ricordare chi siamo per poter continuare a crescere!
Scrivere è come meditare
La Mindfulness è molto di moda, oggi. Se ne parla sempre di più e sempre in più ambienti. Dopo gli studi di Jon Kabat-Zinn anche in ambiente lavorativo si parla di mindfulness, essa ha persino pretese di scientificità.
Chi la pratica costantemente si sente meglio, prova un maggiore benessere psicofisico.
Ma cos’è la Mindfulness?
Essa è un concetto che racchiude diverse tecniche di meditazione, cioè di presenza mentale, di attenzione nuda e nuda consapevolezza sul respiro, serve a conoscersi nel profondo, a conoscere il proprio stato emotivo, senza condizionamenti, senza il chiacchiericcio mentale a cui ci si lascia andare per pigrizia, quotidianamente.
Porre attenzione a ciò che è reale in questo momento, al qui ed ora, a quell’hic et nunc che viene da lontano, non vuol dire dimenticare il passato e interrompere i progetti di futuro, ma vuol dire avere a che fare col proprio presente liberi da automatismi, da reattività e da sofferenza.
La meditazione energizza, calma e chiarifica la mente, libera la mente, crea un silenzio interiore che ci apre le porte di una saggezza più grande, concede anche grazia e leggerezza.
Bene, siamo qui per parlare di scrittura.
Proviamo a chiederci cos’è la scrittura e a rispondere in base a quanto sopra espresso.
La scrittura per il benessere è una tra le tante tecniche di presenza mentale, “serve a conoscersi nel profondo, a conoscere il proprio stato emotivo, senza condizionamenti, senza il chiacchiericcio mentale a cui ci si lascia andare per pigrizia, quotidianamente”, quando scriviamo siamo soli con noi stessi, in uno spazio di sacro e meritato silenzio, lasciamo andare il chiacchiericcio mentale quotidiano fatto di preoccupazioni, voli di Pindaro, tempo sprecato e ingiustamente tolto a noi stessi.
Si fa fatica, certo, sia nella meditazione sia nella scrittura, ma si fa fatica perché si interrompe un’abitudine, il che aggiunge sempre del buono e del bello alle nostre vite. Scrivere “energizza, calma e chiarifica la mente, libera la mente, crea un silenzio interiore che ci apre le porte di una saggezza più grande, concede anche grazia e leggerezza”.
Scrivere per il benessere psicofisico, dunque.
Perché non provare?
Giuliana Pitti
http://mytherapy.it/giuliana-pitti/
http://www.centrodorjeling.it
Australia: riscoprire le proprie origini per offrire una esperienza turistica più genuina


L’Australia è un paese anzi un continente tutto da scoprire.
Questa terra è nota per essere selvaggia, inospitale e tremendamente affascinante. Un po’ meno nota ma ugualmente interessante è la storia dei suoi primi abitanti: gli aborigeni.
In un’ottica di ideale collegamento con il passato, Tourism Australia ha presentato un nuovo cortometraggio per far conoscere le esperienze indigene a disposizione dei turisti.
Sicuramente una (bella) novità visto che l’Australia ha un passato di discriminazione fra coloni e aborigeni. Gli sforzi dell’amministrazione per favorire l’integrazione sono immensi e questo genere di pacchetto turistico, pura utopia fino a qualche anno fa, è la dimostrazione dell’ottimo lavoro che si sta facendo laggiù.
Aboriginal Australia: Our Country is waiting for you è il titolo di questo cortometraggio che presenta attività, avventure ed esperienze culturali indigene.
L’Australia aborigena è un concentrato di spiritualità, amore per il territorio e cultura connessi attraverso il cibo, i rituali, l’arte, la danza, la musica e le storie .
Volete dare una occhiata al cortometraggio e innamorarvi dell’Australia? Presto detto: www.tourism.australia.com/aboriginalaustraliafilm

Agenzia Giornalistica N.19 – 30 Ottobre2015

Terapia della lettura sotto una cascata
Un angolo del Belpaese, dove la natura sposa la storia più antica, ecco cosa sono le Cascate delle Marmore, con il canto dell’acqua che precipita nel verde in maestose cascate, ammalianti cascatelle, rivoli d’acqua che allegramente attraversano boschi secolari. E poi sentieri che sembrano uscire da un libro di favole, allietati dal canto delle foglie accarezzate dal vento. Visitare le cascate delle Marmore è come sfogliare un libro di poesia, che parlano di storia e natura. Qui la leggenda diventa realtà. Proponiamo un articolo scritto da Giuliana Pitti, fondatrice e curatrice di My Therapy, portale presente su Facebook, sulla lettura di libri accompagnata dal canto di queste cascate. Un canto delle natura che ispira, entra nell’anima e aiuta a vivere meglio coniugando la forza della scrittura con la malia della natura.
Salvatore Spoto

Magia per la vista, sentimento per il cuore

Visitare la Cascata delle Marmore non è soltanto un rinfrancare lo sguardo grazie a una veduta affascinante e suggestiva.La Cascata delle Marmore è cibo per cuore, mente e corpo, è movimento di gambe che attraversano i sentieri del parco, è ascolto del proprio respiro che si fa affannoso in salita, è un’esperienza sensoriale completa: la vista dicevamo, e poi l’udito allietato dal “fragore delle acque”, la pelle accarezzata dalle mille goccioline portate dal vento, il naso solleticato dai profumi del bosco, soprattutto d’autunno con le foglie che diventano d’oro.

Se poi volete pacificare i sensi con la felicità del palato non vi resta che contattare i ragazzi di Marmore Tourist che, oltre a un viaggio emozionante nei dintorni del parco, vi allieteranno il gusto con un aperitivo speciale che sa di questa terra, di questa aria, di questo cielo, di questi boschi.

L’esperienza sensoriale del viaggio intorno alla Cascata potrebbe sembrare completa. Invece no. Invece al momento resta a secco la mente, il che è piuttosto ingiusto in questa terra di acque. Non resta dunque che dissetare la nostra sete di conoscenza, e si può attingere direttamente alla fonte, Marmore Falls, con un’ampia varietà di gustose visite guidate.

Non è artificiale, la Cascata delle Marmore, non c’è una pompa che riporta l’acqua in alto, è un fiume, il Velino, costantemente attivo e quando la Cascata viene chiusa il fiume non è spento, non è morto, ma solo indirizzato verso la centrale idroelettrica a valle di questa rupe di travertino, un fiume in piena destinato a produrre energia pulita.

Non è naturale il letto del Velino, è stato scavato dai romani tre secoli prima di Cristo, uno scavo poi abbandonato per cercare sempre nuove vie di modernità, ma l’uomo che cerca modernità senza guardare al suo contesto naturale, prima o poi è destinato a ricredersi. Gli scavi si sono succeduti per poi tornare al primo scavo dei romani, il canale del console Curio Dentato.

Quel che è naturale è invece l’ambiente che si è creato qui, intorno a un fiume in caduta libera che incontra, 165 metri sotto, il pacato fiume Nera. Quel che è naturale è lo stupore di chi scopre che la Cascata non è solo la Cascata.
Giuliana Pitti

My Therapy


Simonetta Ramogida presenta ”Roma città aperta”

Simonetta Ramogida è l’autrice di ”Roma città aperta’’, che, ripercorrendo il capolavoro cinematografico di Rossellini, riscopre il vero personaggio di ”Marcello”, il ragazzino che tanto ha fatto commuovere gli italiani nella scena della morte della madre falciata dal fuoco dei soldati tedeschi. ”Marcello”, il cui nome è Roberto Annichiarico, ha partecipato alla presentazione dando un importante contributo nella ricostruzione del periodo storico in cui è stato girato il film. Ha ricostruito la drammatica situazione sociale in cui versavano le famiglie romane e la vita dei ragazzi nei tristi giorni dell’occupazione nazista.
Un libro che conduce per mano il lettore nei luoghi del Pigneto dove fu girato il film e racconta l’umanità di un grande regista. Una testimonianza storica e un viaggio che svela anche attraverso documenti inediti, frammenti, emozioni e ricordi rimasti finora chiusi in un cassetto, vissuti da un ragazzino che ha partecipato anche al film Cuore e Domani è troppo tardi con Vittorio De Sica, e ad Abbasso la miseria! e Abbasso la ricchezza di Gennaro Righelli, mentre a teatro è stato sul palco con Aroldo Tieri in una pièce di Luigi Pirandello, L’uomo, la bestia e la virtù.
Con l’autrice Simonetta Ramogida, c’erano Laura Delli Colli, giornalista e scrittrice, La regista Laura Muscardin con Alessandro Amati, vicedirettore di Askanews.

Hitchock. A love story al Teatro dell’Orologio

Al Teatro dell’Orologio, dal 15 al 25 ottobre, la compagnia CK Teatro ha messo in scena  Hitchcock. A love story, scritto da Fabio Morgan e diretto da Leonardo Ferrari Carissimi, interpretato da Anna Favella e Luca Mannocci. Il provino per uno spettacolo, incentrato sui film del grande maestro della suspance, diviene galeotto per i due attori che lo sostengono e che si trovano poi travolti in una controversa storia d’amore. I due giovani vengono scritturati, lui grazie al fatto di essere brillante e con esperienza di palcoscenico, lei grazie ad appoggi molto influenti. L’originale gioco di intrecci tra brivido e schermaglie amorose dà vita a un meccanismo scenico in cui gli spezzoni più celebri dei film di Hitchock tra cui: Caccia al ladroIntrigo internazionale, Vertigo, Il Delitto perfettoPsychoLa finestra sul cortile e Gli uccelli, diventano tasselli di un puzzle che si compone di finzione e realtà, in cui il mondo del cinema infrange prepotentemente quello del teatro e, parallelamente, il cinismo dell’attrice, pronta a tutto pur di fare carriera, si scontra con la fragile emotività dell’attore. Le scene più famose di quelle pellicole divengono lo sfondo su cui si staglia il legame tormentato tra i due che, attraverso lesioni emozionali, si scambiano i loro  sentimenti fin quando questi non si esauriscono, guarda caso, con la fine delle repliche. È la spirale che conduce alla morte però ad essere protagonista, non solo attraverso le sequenze del grande regista, ma soprattutto tramite l’omicidio emotivo che i due si infliggono a vicenda, e quello reale che il giovane Andrea, afflitto da una vita troppo dura e da un disagio mentale senza rimedio, compirà strangolando Lisa, forse per una smaniosa ricerca di estrema coerenza con quell’affettività spentasi assieme alle luci della ribalta. I due attori hanno sottilmente mescolato la comicità e il sarcasmo con la serietà e la malinconia velata dei dialoghi, cosicché le tante risate suscitate hanno dato spazio a riflessioni sulle più serie questioni dell’amore e della natura umana, svelando in maniera efficace quelle oscure spinte interiori che finiscono con il lacerare l’esistenza, annidandosi nei labirinti della coscienza. Passate quindi le risate durante il tragitto di ritorno a casa e nella vita reale si facevano spazio pensieri più profondi, con l’ombra di Hitchock più che mai evidente.
Laura Khasiev

Turismo: la ecomaratona è partita. Scoprire l’Italia di corsa

 

Scoprire un luogo a piedi o correndo è il modo ideale per farlo al meglio.

Giuseppe Tamburino, imprenditore e appassionato runner probabilmente sarà d’accordo.

Il suo progetto si chiama Ecomaratona: una manifestazione non competitiva e gratuita che si concluderà il 26 agosto a Ventimiglia.

63 tappe, tremila chilometri di corsa condivisa perché chiunque può aggregarsi. Non importa se per pochi km o magari per tutto il percorso.

Perché la corsa, come il viaggio è una esperienza sociale e da condividere.

 

 

 

 

Ai blocchi di partenza Sinnova 2015

 

Sardegna Ricerche, in collaborazione con l’Assessorato regionale della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio, organizza a Cagliari SINNOVA 2015, il 3° Salone dell’Innovazione al servizio dell’impresa in Sardegna, che si terrà giovedì 2 e venerdì 3 luglio 2015 presso il Terminal Crociere (Molo Ichnusa – Porto di Cagliari).

L’evento, giunto alla sua terza edizione, nasce per dare spazio alle idee e mettere in contatto chi fa innovazione in Sardegna, creare occasioni di scambio tra le imprese appartenenti a diversi settori economici, stabilire un rapporto con il pubblico e partecipare ad una serie di iniziative previste, tra cui workshop a cura di esperti di livello nazionale.

 

 

 

 

 

Scoprire la città che cambia: Salomon City Trail Milano

 

Salomon City Trail™ Milano è una gara di trail urbano.
L’appuntamento è fissato domenica 20 settembre 2015.
Si parte e si arriva all’Arena di Milano.
Ma rispetto agli anni passati ci sono grandi novità:

 

Si attraversa il Parco Citylife: per la prima volta si attraversa questo parco per una gara.

Il percorso prevede l’attraversamento del parco CityLife da viale Berengario fino a viale Cassiodoro per un totale di 700 metri, per poi proseguire per via Rossetti

 

Si sale sulla Torre Allianz, Citylife Milano.

I partecipanti dovranno scalare 20 piani della Torre Allianz. l’edificio più alto d’Italia con i suoi 202 metri d’altezza.

 

Due percorsi:
HARD da 23,5 km.

FAST: 13km e aperto a tutti.

 

 

 

 

 

Fiume Bojaccia di Raffaella Bonsignori

Fiume_biblio

 

 

 

 

 

 

 

”Fiume bojaccia’’ è l’ultimo libro di Raffaella Bonsignori, avvocatessa con la passione per la storia.
Racconta una serie di delitti avvenuti nel Tevere, fiume di Roma. Il libro, scritto con padronanza linguistica e competenza storico-culturale, è un percorso nella storia e nella cronaca. Rappresenta un contributo alla conoscenza del fiume, anche negli aspetti più segreti e insoliti.

Valo – luce finnica a Firenze

Schermata 2015-06-02 alle 14.48.15«Valo – Luce Finnica», realizzata dalla Fondazione Il Bisonte in collaborazione con l’Atelier finlandese Tjuda Pedagogila, rientra nell’ARTIST RESIDENCY PROGRAM varato nel 2012 dal Bisonte in collaborazione e con il supporto dell’Art Foundation Villa Lena e della Fondazione Robert F. Kennedy Human Rights Europe, ed è patrocinata dall’Ambasciata di Finlandia in Italia, dal Consolato Onorario di Finlandia a Firenze e dal Comune di Firenze.

Il progetto espositivo “Valo – Luce Finnica” nasce da una doppia volontà. Quella dell’Ambasciata di Finlandia in Italia, del Consolato Onorario della Finlandia a Firenze e del Comune di Firenze di favorire la nascita e lo sviluppo di iniziative e programmi di interscambio culturale tra la Finlandia e le principali città d’arte italiane, in primis Firenze, e quella dell’Atelier Tjuda Pedagogi di interagire con botteghe d’arte presenti in altri paesi europei, al fine di poter far lavorare i propri artisti assieme ad artisti che abbiano una diversa cultura rispetto a quella finlandese. Per questo motivo, “Valo – Fuce Finnica” è entrato a far parte dell’Artist residence program, il progetto internazionale di Residenze d’Artista che la Fondazione Il Bisonte ha varato nel 2012 in collaborazione e con il supporto dell’Art Foundation Villa Lena, a cui, dal 2014, ha aderito anche la Fondazione Robert F. Kennedy Human Rights Europe.
Dal 4 al 12 giugno presso la Galleria ”Il Bisonte’’,  via San Niccolò 24r – Firenze